VOCE E RADICAMENTO: RESTARE CON I PIEDI PER TERRA

VOCE E RADICAMENTO: RESTARE CON I PIEDI PER TERRA

La voce, quando è libera, viene dal cuore. Allora l’individuo parla col cuore. Ciò significa che il canale di comunicazione tra il cuore e il mondo è aperto…. non è ostruito. Se una persona deve recuperare il suo pieno potenziale di auto espressione è importante che acquisisca il pieno uso della voce in tutti i suoi registri e in tutte le sue sfumature affettive… sciogliendo blocchi emotivi e tensioni muscolari che ne impediscano la fluidità” (A. Lowen, Bioenergetica, 1975)

In questi giorni la Terra ha tremato e con lei il nostro senso di radicamento.

La Terra, simbolicamente riconducibile al Principio Femminile, alla Madre e cioè a tutto ciò che ci dà sicurezza, stabilità e senso di accoglienza ci comunica che tutto questo non è affatto scontato.

Alcune persone che seguono i miei laboratori hanno segnalato, in seguito alla prima forte scossa di pochi giorni fa, senso di nausea, mal di stomaco e persino un indebolimento della voce, come quando, appunto “manca la Terra sotto i piedi” o in seguito a una forte emozione si resta “senza fiato”.

Il rapporto con la Madre definisce la nostra identità in modo determinante, nello specifico la nostra predisposizione a darci e ad accogliere; la nostra Voce è la la parte più delicata della nostra identità che doniamo quotidianamente all’esterno.

Ecco qualche esercizio da fare per recuperare il senso di stabilità in questi giorni tumultuosi:

Grounding: Siamo in piedi, con le gambe divaricate a una distanza lievemente maggiore rispetto all’ampiezza delle spalle, le ginocchia rilassate, il bacino rivolto in avanti come se ci appoggiassimo a uno sgabello alto. Prendiamo contatto con l’appoggio sulla pianta dei piedi, il quale dovrebbe essere il più possibile distribuito su tutta la superficie.

La schiena è dritta e rilassata, il collo allineato alla spina dorsale con un leggero movimento del mento verso il petto, come un animale che punta la preda. Le braccia sono rilassate e libere lungo I fianchi.

Da questa posizione, appoggiamo le mani sulle cosce, il che ci porta naturalmente a inclinare il busto a 45°. Alziamo la gamba destra e, spingendo con la mano corrispondente verso il basso, piantiamo il piede a terra.

Lo stesso, alternativamente, con la gamba sinistra. Ripetiamo questo movimento creando un ritmo costante e deciso, considerando un ciclo completo costituito da 4 movimenti (1-Destra, 2-Sinistra, 3-Destra, 4-Sinistra e così via).

Osserviamo il nostro respiro: siamo in apnea? Ci affanniamo subito? Cerchiamo di mantenerlo costante, diaframmatico (come abbiamo visto negli articoli precedenti) e in linea con il movimento che stiamo facendo.

Ricordiamoci che stiamo “piantando” i nostri piedi (come ci muoviamo nel Mondo) a Terra con la forza delle braccia (l’agire secondo la nostra volontà, il prendere in mano la situazione).

Quando movimento e respirazione sono coordinati ed eseguiamo l’azione senza pensarci troppo, introduciamo la vocalizzazione.

All’inizio di ogni ciclo (sul 1° battere) useremo la vocale “A”, legata ai centri bassi dellaSopravvivenza, della Relazione e del Potere Personale.

Ricapitolando:

1° Destra: HA!

2° Sinistra: Inspiro

3° Destra: Inspiro

4° Sinistra: Inspiro

La “A” può essere preceduta da una leggerissima “h” aspirata (“HA!”) per ammorbidire l’attacco sotto sforzo fisico, evitando così tensioni nella zona della laringe. In questo modo il lavoro respiratorio è particolarmente intenso, in quanto andiamo a emettere una quantità di fiato significativa in poco tempo.

L’esercizio è da ripetere fino a quando se ne sente necessità.

E’ al tempo stesso fortemente distensivo ed energizzante ed è consigliabile farlo al mattino o in seguito a situazioni di forte stress emotivo per scaricare la tensione.

Ci sono delle forti similitudini con la pratica Maori dell’ HAKA, danza e canto di battaglia reso celebre in Occidente dalla squadra di rugby Neo-Zelandese degli All Blacks.

Il grido “KA MATE, KA MATE, KA ORA KA ORA” (Questa Morte! Questa Morte! Questa Vita! Questa Vita!) diventa particolarmente significativo in questo periodo dell’anno, in cui la labililità dei confini tra la dimensione densa terrestre e quella sottile raggiunge il picco massimo.

In questo video potete notare l’attenzione che viene data alla postura e al ritmo respiratorio, con la stessa intenzione di “auto-affermazione” che dobbiamo ricercare per rendere il nostro esercizio efficace.

Come sempre, annotate le sensazioni fisiche, i pensieri e le emozioni che emergono.

No Comments

Post a Reply

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi